La dieta zona low carb

Dieta Zona

Il cibo:
il passaporto per la salute

La dieta Zona low carb è differente dalle altre "diete" in circolazione perché considera il cibo in modo radicalmente diverso da quanto si è fatto finora e da quanto è comunemente detto.
Il cibo difatti è molto più di una fonte calorica, o di qualcosa che si mangia per puro piacere o per calmare l’appetito.

Il cibo è un potente modulatore ormonale, 
e diventa elemento "strutturale" del corpo umano.

Questo da sempre !!!

Ippocrate, il padre della medicina moderna, 2500 anni fa diceva: 

Il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”. 

Parlava già degli effetti ormonali del cibo sull’organismo.
Ci sono voluti 25 secoli per capirlo, è rappresenta oggi il concetto “rivoluzionario” della dieta Zona low carb.
Il cibo per le potenti ripercussioni che provoca all’interno dell’organismo ogni volta che è ingerito, deve essere assunto con maggiore attenzione e non solo come qualcosa che serve a saziarci o a riempire lo stomaco.
Il cibo è probabilmente il più potente "farmaco" a nostra disposizione. Al pari di qualsiasi medicina può aiutare o nuoce, dipende da come è utilizzato. Usato correttamente, il cibo può fornirci maggiore energia e garantire una vita più lunga e più attiva, usato nel modo sbagliato può diventare un nemico privandoci di un organismo sano, di un fisico in forma e di una mente lucida. Cosa ancora peggiore il cibo usato impropriamente può anche accorciarci la vita.

La dieta Zona low carb è mangiare in modo più sano

Qualità, Equilibrio e Moderazione

Qualità, ossia porre più attenzione nella scelta del cibo, preferendo gli alimenti più salutari, perché ricchi di micronutrienti (vitamine, minerali, ecc.), a cibi raffinati e lavorati ricchi di sostanze dannose per l’organismo (grassi saturi, grassi trans, aspartame, zucchero raffinato, ecc).
Equilibrio, si riferisce al rapporto tra i macronutrienti (Proteine-Carboidrati e Grassi), rapporto che dipende dalla peculiari caratteristiche metaboliche di ogni individuo.
Moderazione, significa non eccedere, soprattutto con carboidrati e proteine, ogni eccesso è dannoso all’organismo.
Una maggiore attenzione ogni volta che si mangia per indurre una favorevole risposta Ormonale, soprattutto di Insulina, Glucagone e Eicosanoidi, indispensabile per mantenere tutto il sistema ormonale in equilibrio e ottimizzare il funzionamento e il rendimento dell’organismo.

Un piccolo impegno, un po’ di attenzione ogni volta che si mangia, per un grande risultato : Salute, Energia e Dimagrimento!

Dieta Zona low carb


Gli Ormoni

Non sorprende che molte persone sono intrappolate nel perpetuo ciclo aumento peso e perdita di peso.
Perché?
Perché molte delle informazioni che abbiamo ricevuto fino ad ora circa il modo per perdere peso da amici, parenti, riviste, giornali, centri di dimagrimento e persino dal sistema sanitario nazionale sono semplicemente sbagliate.
Negli ultimi 20 anni, queste cattive informazioni sono state responsabili di aver causato la fobia per i grassi. Consumiamo solo cibi senza grassi nel tentativo di rimanere o restare magri. Mangiamo patatine, biscotti, brioche senza grassi; beviamo latte con pochi grassi; compriamo perfino gelati e yogurt senza grassi. E quale è stato il risultato per questa ossessione per i grassi?
Un consistente aumento dell'eccesso di grasso corporeo!!!
Infatti, negli ultimi 10 anni l'obesità è cresciuta notevolmente a dispetto di un minore consumo di grassi da parte di tutta la popolazione Italiana in questo periodo. In America la situazione è ancora più drammatica tanto che nel 1998, il dipartimento di Sanità ha dichiarato uno stato di epidemia di Obesità.
Il perché di questa situazione può stupirti, ma è semplice. Nel tentativo di sconfiggere l'obesità ci è stato detto di combattere contro il nemico sbagliato. Non sono i grassi la causa principale dell'obesità!!!
Mangiare i giusti tipi di grassi in appropriate quantità non fa ingrassare.
Sapete come viene nutrito il bestiame di allevamento per farlo ingrassare ?
Viene nutrito dall’uomo con grandi quantità di cereali (fonte di zuccheri), che contengono pochissimi grassi.
Risultato ?
Il bestiame ingrassa !!!
E gli uomini?
Allo stesso modo: per ingrassare basta che mangino grandi quantità di ZUCCHERI (sotto forma di pane, pasta, riso, biscotti, dolci, cereali da colazione,patate, ecc) senza grassi.
E' la risposta genetica biochimica del vostro  organismo a questo eccesso di carboidrati è ciò che vi fa ingrassare.
Il corpo umano ha bisogno di zuccheri, soprattutto per nutrire il cervello,  ma nelle giuste quantità, non troppo pochi, ma neanche in quantità eccessive. 
E' questa la verità, sei sbalordito?
Il problema è che oggi, più che mai, si consumano grandi quantità, di alimenti (pasta,pane, riso, pizza, patate, biscotti, Coca-Cola, Gatorade, barrette di cioccolato, ecc,ecc.) che sono dei veri e propri concentrati di zuccheri.
La conseguenza: un' overdose di Zuccheri
Troppi carboidrati stimolano un eccessiva secrezione di Insulina -l'ormone dell'accumulo delle scorte-. Dal momento che il nostro corpo ha una limitata capacità di accumulare carboidrati, l' Insulina interviene e converte l'eccesso di carboidrati in grassi e li accumula nei tessuti adiposi. Il nostro corpo ha un illimitata capacità di accumulare cibo sotto forma di grasso. (Il grasso, invece, non stimola la secrezione di Insulina).
Confronto tra dieta consigliata per l'uomo e dieta fatta seguire al bestiame di allevamento: UGUALI in termini di percentuale dei macronutrienti.
In pratica ci è stato consigliato per 15 anni di mangiare come il bestiame, e i risultati si vedono:
In Italia, secondo le ultime statistiche, ci sono 15 milioni di Obesi, il 33% in più di 20 anni fa !!!
La percentuale di obesità infantile è del 25%, la più alta in Europa !!!
Ma cosa peggiore sono aumentate le patologie cardiovascolari, il diabete 2, il cancro, e tante altre...
Quindi se state mangiando più pasta e pane (entrambi derivati dei cereali e quindi carboidrati o zuccheri ) che in passato, e continuate ad aumentare di peso, la prossima volta davanti a un bel piatto di pasta riflettete su quel bestiame ingozzato di cereali.
L'utilizzo o meno del cibo ingerito per soddisfare i bisogni energetici immediati del corpo, dipende dall'equilibrio e dai livelli dei tuoi ormoni. Il cibo se non è utilizzato viene trasformato in grasso e accumulato. Quindi è necessario un equilibrio Ormonale ideale per utilizzare il cibo e evitare che si accumuli come grasso.

La verità sui carboidrati ad alta densità di zuccheri
(pasta –pane- cereali- biscotti- pizza-ecc.)
Ci ripetono continuamente che mangiare la pasta fa bene, perché fa parte della vita.
la verità è che negli ultimi 100.000 anni dal punto di vista genetico l’uomo non è cambiato.
Per la maggior parte di permanenza sulla terra gli esseri umani hanno mangiato solo tre tipi di cibi: proteine magre, frutta e verdura, noci.
I cereali non facevano sicuramente parte dell’ alimentazione con la quale il genere umano si è evoluto.
Quando fu introdotta la coltivazione dei cereali, circa 8.000 anni fa , avvennero immediatamente tre fatti:
1.  La  statura degli uomini calò a causa dell’insufficienza di proteine.
2. Apparvero gli attacchi cardiaci e l’artrite, le malattie della civiltà di cui parlano gli antichi testi medici egizi.
3. Si diffuse l’obesità. Si stima che la percentuale di egizi obesi, con la loro dieta a base di cereali fosse simile a quella degli statunitensi odierni, che sono il popolo più grasso della terra.
I carboidrati ad alta densità di zuccheri (pasta pane riso pizza cereali ) sono stati un vero flagello, altro che manna caduta dal cielo!!!
Questo non significa, che non si possono mangiare pasta- riso-pane- pizza, ecc, ma bisogna avere consapevolezza che questi alimenti sono molto ricchi di carboidrati e di molecole "nuove" per il nostro organismo, pertanto devono essere utilizzate con moderazione, come se fossero dei condimenti, dei piccoli contorni.

La dieta Zona low carb è Dimagrire in Salute

Dieta Zona

Le calorie NON sono tutte uguali

"La chiave per la perdita di peso è la qualità della dieta, non la quantità".

Una caloria è una caloria. Non importa ciò che mangi, l'importante e poi fare abbastanza attività fisica per "bruciarle". Una frase che abbiamo sentito tutti almeno una volta nella vita. 
La maggior parte dei piani alimentari tiene conto solo delle calorie totali giornaliere.
Sfortunatamente non è vero. Per il nostro corpo una mela non è la stessa cosa di un pacchetto di cracker, a prescindere dal loro apporto calorico. Gli effetti ormonali sono abbastanza diversi, per non parlare della grande differenza nei livelli di nutrienti e del loro diverso impatto sulla mucosa intestinale.
Questo spiega almeno in parte il fallimento della stragrande maggioranza delle strategie nutrizionali somministrate oggi giorno. 
Le calorie contano ma relativamente. Conta molto di più la fonte di provenienza delle calorie. 
Con la dieta Zona low carb, la maggior parte dei pazienti non deve contare le calorie. Questo perché assumendo una più moderata quantità di carboidrati si riduce automaticamente l'appetito, eliminando la necessità di mangiare ogni tre/quattro ore e aumenta notevolmente la capacità di bruciare il grasso corporeo.
Alcuni studi hanno dimostrato che riducendo la quantità di carboidrati giornalieri, si mangiano spontaneamente meno calorie e si possono bruciare più calorie.
La dieta Zona low carb migliora la capacità dei mitocondri, le centrali elettriche delle nostre cellule, di soddisfare i bisogni energetici del nostro corpo in modo da ridurre l'infiammazione e lo stress ossidativo. 

Carboidrati e Insulino Resistenza

"

I carboidrati, chiamati anche zuccheri, sono certamente il Macronutriente più consumato/abusato con le attuali diete. Spesso viene assunto in modo inconsapevole e distratto. Quando mangiamo carboidrati, il nostro livello di zucchero nel sangue (noto anche come glucosio nel sangue) aumenta rapidamente. Gli alimenti con più carboidrati, ossia cereali e derivati, cibo raffinato/confezionato, aumentano maggiormente il glucosio. In risposta a questi elevati livelli di glicemia entra in gioco l'insulina: il pancreas produce insulina, un ormone che gestisce il nostro glucosio nel sangue, assicurandosi che non vada troppo in alto. Se segui una dieta ricca di carboidrati, il tuo pancreas deve produrre molta insulina e nel tempo la tua tolleranza per l'insulina aumenta più o meno allo stesso modo della tua tolleranza per l'alcol. Questo si chiama "resistenza all'insulina". È così che le persone diventano diabetiche, mangiando una dieta ricca di zuccheri e carboidrati, costringendo i loro corpi a produrre quantità sempre maggiori di insulina fino a quando non ' non sono in grado di produrre abbastanza per tenere sotto controllo i livelli di glucosio. Quindi ricevono iniezioni di insulina prescritte che mantengono normali i livelli di glucosio, ma peggiorano ulteriormente la loro resistenza all'insulina. Questo schema è molto più diffuso quando i carboidrati ingeriti sono "carboidrati raffinati", ovvero cose come zucchero o sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio o amidi bianchi, che tendono ad essere assorbiti molto più rapidamente e portano a picchi molto più alti di insulina.

Non c'è da meravigliarsi se i tassi di diabete continuano a salire, il consumo di carboidrati raffinati è alle stelle da decenni in tutto il mondo. Il diabete mellito non è l'unica malattia ad essere causata dall'insulino-resistenza. Il problema poco noto è che l'insulino resistenza è la causa alla base di quasi tutte le malattie croniche moderne. Diabete, ipertensione, malattie cardiache, Alzheimer, cancro - tutte malattie apparentemente distinte che hanno i loro trattamenti separati nella medicina moderna. Tuttavia, nessuno di questi trattamenti distinti standard colpisce effettivamente la radice comune: la resistenza all'insulina. Queste malattie non sono indipendenti. Più aggressivamente si tratta il diabete di tipo 2 con l'insulina, più aumenta in modo esponenziale il rischio di Alzheimer, Cancro, Cardiopatie,  Sovrappeso e Obesità. I Diabetici sono resi più grassi e possono morire più velocemente nonostante il glucosio perfetto. Non è il glucosio! "

Il diabete mellito

Dichiarazione di non responsabilità: le seguenti informazioni sono solo informazioni generali e non intendono sostituire una consultazione con un medico specialista.

Il diabete mellito è una malattia oggi molto comune, mortale e costosa. 
Si stima che 1 adulto su 11 in tutto il mondo abbia il diabete e che sia responsabile dell'11% dei decessi ogni anno, con un costo di 626 miliardi di euro solo in costi diretti.
Il diabete di tipo 2 è la forma più comune di diabete, rappresenta il 90-95% dei casi e per decenni è stata una preoccupazione internazionale in rapida crescita. 
Il diabete di tipo 2 è caratterizzato da resistenza all'insulina guidata da iperglicemia cronica ed è comunemente diagnosticato da misurazioni della glicemia come concentrazioni di glucosio nel sangue a digiuno di 7,0 mmol / L o superiori o valori di emoglobina glicata (HbA 1c ) del 6,5% (48 mmol / mol) ) o sopra. È associato a diversi fattori di rischio tra cui la genetica, lo stile di vita, ma di gran lunga il fattore di rischio più comune è l'alimentazione.
Gli interventi dietetici strutturati sono fortemente raccomandati per i pazienti con diabete, con varie linee guida da parte di organizzazioni autorevoli. Prima della scoperta dell'insulina, le diete che enfatizzavano la restrizione dei carboidrati erano state ampiamente utilizzate nella gestione del diabete, ma più recentemente sono cadute in disgrazia, causa l'avvento dell'insulina esogena e di altri farmaci. Poiché un meccanismo fondamentale alla base del diabete di tipo 2 è la resistenza all'insulina guidata in parte dall'iperglicemia cronica, è stato suggerito che la riduzione dell'assunzione alimentare di carboidrati, la maggior parte dei quali viene assorbita come glucosio o fruttosio, per migliorare il controllo della glicemia e gli esiti del diabete di tipo 2.Il diabete mellito tipo 2, un tempo definito come diabete dell'adulto, oggi colpisce sempre di più anche i bambini con percentuali sempre maggiori. Il diabete mellito tipo 2, altro non è che il risultato di un eccessiva assunzione di zuccheri, associato a insulino resistenza, che causa l'incapacità dell'organismo di controllare i livelli di glicemia. La soluzione è apparentemente semplice, ridurre l'assunzione di zuccheri, evitando il "cibo spazzatura" ed altri "insospettabili" alimenti ricchi di zuccheri, quali pane, pasta, pizza, riso, ecc. ecc.. Ovviamente deve esserci la volontà di volerlo fare, elemento senza il quale nulla è possibile. Allora ecco "tamponare" farmaci o altri rimedi non risolutori, che spianano la strada alle nefaste complicanze del diabete mellito, quali nefropatie, cardiopatie, demenza, amputazioni, ecc.. Anche nel caso del diabete tipo 1, un alimentazione a ridotta assunzione di carboidrati si è dimostrata essere molto utile ed efficace per evitare iper e ipoglicemie, ridurre assunzioni insulina e prevenire complicanze future. Sono sempre maggiori gli studi e le ricerche medico scientifiche che evidenziano  come una dieta low carb ben formulate possono sperimentare tassi più elevati di remissione del diabete senza conseguenze negative rispetto ad altre diete comunemente raccomandate per la gestione del diabete di tipo 2 (ad esempio, diete a basso contenuto di grassi).

Cosa dovrebbe sapere un diabetico prima di passare a una dieta a basso contenuto di carboidrati.

Una dieta a basso contenuto di carboidrati è senza dubbio una delle vie per un'ottima compensazione del diabete mellito (ovvero mantenere i livelli di glucosio nel sangue nel range ottimale), in molti casi permette addirittura di mantenere normali livelli di glucosio nel sangue senza bisogno di cure farmacologiche. 
Se stai assumendo farmaci anti-diabetici, come l'insulina, dovresti sempre informare il tuo medico di un cambiamento nella tua dieta, poiché i farmaci potrebbero non essere compatibili con una dieta a basso contenuto di carboidrati e potrebbero causare gravi complicazioni se cambi la tua dieta. Per alcuni farmaci è necessario ridurre la dose dopo un cambiamento nella dieta, per alcuni è necessario interromperli.

I Chetoni

La parola chetogenica è usata per descrivere le diete a bassissimo contenuto di carboidrati perché quando mangi in questo modo, il tuo corpo genera chetoni. 
Quando i carboidrati sono limitati al di sotto di una certa quantità, il tuo corpo passa dall'essere alimentato principalmente da carboidrati (glucosio) ad essere alimentato principalmente dal grasso. I chetoni sono generati come sottoprodotto della scomposizione e della combustione dei grassi.   

La presenza di chetoni non è nulla da temere. Sono una parte normale della fisiologia umana. I libri di testo di biochimica sono chiari su questo punto: “I corpi chetonici sono un combustibile normale per una varietà di tessuti e fanno parte di un modello complesso di metabolismo del combustibile. […] Molti tessuti preferiscono utilizzare acidi grassi e corpi chetonici come combustibili ossidabili al posto del glucosio. […] L'acetoacetato e il β-idrossibutirrato prodotti dal fegato sono ottimi combustibili per molti tessuti non epatici [fuori dal fegato], inclusi il muscolo cardiaco, il muscolo scheletrico e il cervello, in particolare quando il glucosio scarseggia”.

Il Dr. Stephen Phinney e il Dr. Jeff Volek, due importanti ricercatori chetogenici, hanno scritto nel loro libro, The Art and Science of Low Carbohydrate Living, "La chetosi nutrizionale è per definizione uno stato metabolico benigno che dà al metabolismo umano la flessibilità necessaria per affrontare la carestia o importanti cambiamenti nei combustibili dietetici disponibili”. Anche il  Dr. Robert Atkins, creatore della famosa dieta Atkins, ha usato la parola "benigno" per quanto riguarda la chetosi nutrizionale. Ma considerando le numerose condizioni di salute che possono migliorare con l'adesione a una dieta chetogenica, si può sostenere che la chetosi non è solo benigna, è decisamente benefica.

Perché spesso si sente parlare male dei chetoni? 

Il motivo è che le molecole di chetoni sono acide. Il corpo mira a mantenere il sangue leggermente alcalino, quindi se la concentrazione di chetoni nel tuo sangue diventa troppo alta, il sangue può diventare eccessivamente acido, che è davvero una situazione potenzialmente pericolosa per la vita. Ma è importante sapere che questo non accade quasi mai esclusivamente a causa della restrizione di carboidrati nel contesto di una dieta chetogenica.

E' importante distinguere tra chetosi nutrizionale e chetoacidosi, ci sono tre principali differenze tra chetoacidosi e chetosi nutrizionale. 

1. Nella chetosi nutrizionale, il livello di chetoni rimane entro un intervallo di sicurezza. 

Nello stato metabolico indotto da una dieta chetogenica, i livelli di chetoni nel sangue generalmente rimangono al di sotto di 4,0 o 5,0 mmol/L. In effetti, la maggior parte delle persone vede raramente livelli così alti a meno che non stiano facendo un digiuno prolungato o di più giorni, nel qual caso i chetoni nel sangue possono arrivare fino a 6,0 o 7,0 mM. 4,5  In una dieta chetogenica quando qualcuno non è a digiuno, i livelli di chetoni variano, ma un intervallo tipico è compreso tra 0,5 e 5,0 mM, sebbene non vi sia una definizione formalmente concordata. (Se il tuo livello è leggermente più basso, più vicino a 0,2 o 0,3 mM, sei ancora in chetosi, solo a un livello basso.) Confrontalo con la chetoacidosi, in cui i chetoni nel sangue possono raggiungere i 15-25 mM. Questo è da cinque a dieci volte superiore alla gamma comunemente osservata nella chetosi nutrizionale.

Non confondere chetosi nutrizionale e chetoacidosi solo perché entrambi hanno "cheto" nel loro nome. 
La differenza nella concentrazione di chetoni nella chetosi nutrizionale e nella chetoacidosi è come la differenza tra una leggera brezza primaverile e un uragano. Entrambi coinvolgono il vento, ma sono mondi a parte in termini di grandezza dell'impatto. Non vuoi che un uragano distrugga la tua casa, ma una leggera brezza primaverile attraverso il portico anteriore è molto piacevole.  

Il motivo per cui i chetoni nel sangue non continuano a salire sempre più in alto con una dieta chetogenica è perché sono regolati da una normale fisiologia metabolica. Quando il livello di chetoni inizia a salire, viene rilasciata una quantità molto piccola di insulina. Non tanto quanto si mangia qualcosa di zuccherato o di amido, solo una piccola quantità, che è sufficiente per impedire ai chetoni di raggiungere un livello pericoloso. L'aumento del livello di chetoni è ciò che dice al tuo corpo di rallentare la produzione di più chetoni. Quindi, a meno che tu non abbia il diabete di tipo 1 difficile da controllare o ti trovi in ​​un'altra situazione in cui potresti non avere un'adeguata insulina, c'è poco pericolo che il tuo sangue abbia una concentrazione patologica di chetoni con una dieta cheto.

2. Nella chetosi nutrizionale, il sangue non diventa acido.

Ai livelli di chetoni generalmente raggiunti con una dieta chetogenica, il tuo corpo non ha problemi ad attivare il suo sistema tampone integrato, quindi il pH del sangue rimane entro un intervallo perfettamente normale e sicuro. È solo quando il livello di chetoni diventa eccessivo che sopraffa questa capacità tampone e il tuo sangue diventa acido. Lascio a Drs. Phinney e Volek per spiegare di nuovo:

“C'è un mito persistente secondo cui la chetosi nutrizionale provoca un'acidosi clinicamente significativa, nonostante le prove schiaccianti del contrario. Sì, il modesto aumento dei chetoni sierici sposterà leggermente la chimica del siero verso l'estremità acida, ma i valori del pH del sangue e del bicarbonato sierico rimangono quasi sempre ben all'interno dell'intervallo normale. […] In altre parole, la capacità tampone di esseri umani altrimenti sani è in grado di compensare l'intera gamma di chetosi nutrizionale senza alcun disturbo metabolico significativo.

“Uno dei tanti miti sulle diete chetogeniche è che fanno entrare il corpo in uno stato di acidosi. Ciò deriva dal fatto sfortunato che molti medici e profani allo stesso modo confondono la chetosi nutrizionale (chetoni nel sangue a 1-3 millimolare) con la chetoacidosi (chetoni nel sangue superiori a 20 millimolari). Nella chetosi nutrizionale, il pH del sangue a riposo rimane normale... Al contrario, nella cheto-acidosi, il pH del sangue è abbassato in modo anomalo dall'accumulo di chetoni 10 volte maggiore. Suggerire questi due stati o simili è come equiparare una pioggia leggera a un diluvio perché entrambi coinvolgono l'acqua”.

3. Nella chetosi nutrizionale, la glicemia è normale.

Nei casi di chetoacidosi diabetica, non sono solo i chetoni ad essere alle stelle, ma anche tipicamente la glicemia, nell'intervallo 250-600 mg/dL (13,9-33,3 mM). 8  In effetti, alcuni ricercatori ipotizzano che la chetoacidosi sia definita "da acidosi metabolica, glicemia alta e presenza di corpi chetonici nel sangue e nelle urine". 8  Nella chetosi nutrizionale che deriva da una dieta chetogenica, almeno due di queste non si applicano: acidosi e glicemia alta. I chetoni saranno presenti nel sangue e nelle urine, ma a livelli molto inferiori a quelli osservati nella chetoacidosi.

Eccezione importante

Ci sono state segnalazioni di chetoacidosi anche quando la glicemia di qualcuno è normale e anche tra persone che non hanno il diabete. Questo è chiamato chetoacidosi euglicemica. Tuttavia, è importante notare che questo non accade spontaneamente e che le diete chetogeniche da sole non portano a questo. Ci sono alcune rare condizioni mediche che possono provocare chetoacidosi euglicemica, ma una delle cause più comuni è l'uso di farmaci chiamati inibitori del co-trasportatore di sodio glucosio-2. (SGLT-2i, utilizzato sia per il diabete di tipo 2 che per il diabete di tipo 1.).  Non è noto con certezza quale sia il meccanismo con cui questi farmaci inducono la chetoacidosi, ma potrebbe essere che inducano i reni a riassorbire i corpi chetonici e aumentino anche la secrezione di glucagone riducendo la secrezione di insulina, che stimolerebbe la decomposizione del grasso e l'aumento dei chetoni . Ci sono state numerose segnalazioni di questo in persone che usano questi farmaci la cui glicemia era <200 mg/dL (11,1 mM). La maggior parte dei rari casi di chetoacidosi tra le persone che seguono diete a basso contenuto di carboidrati o cheto si sono verificati in persone che usano questi farmaci per il diabete; l'acidosi non è stata causata dalla dieta stessa. Come sempre, collabora con il tuo medico se hai dubbi su eventuali farmaci che potresti assumere. Non aggiustare o interrompere mai i farmaci da solo.   

 

Riassumendo

È probabile che una dieta chetogenica induca chetoacidosi in assenza di fattori complicanti? No, se ben formulata, il tuo corpo ha una complessa rete di controlli ed equilibri per mantenere il livello di chetoni, e quindi l'acidità del sangue, entro un intervallo sicuro. E' però sempre consigliato evitare il "fai da te" e rivolgersi a dietisti qualificati e preparati nella gestione di una dieta a basso contenuto di carboidrati, informando e rendendo partecipe sempre anche il medico di famiglia ed eventuali medici specialisti. Il lavoro in team è fondamentale!

  1. Devlin, T., ed. (2011). Libro di testo di biochimica con correlazioni cliniche (7a edizione). Hoboken, NJ: John Wiley & Sons, Inc. p.699-700.
  2. Volek, JS. & Phinney SD. (2011). L'arte e la scienza della vita a basso contenuto di carboidrati. Oltre l'obesità, LLC. pag.5.
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  6. Volek, JS. & Phinney SD. (2011). L'arte e la scienza della vita a basso contenuto di carboidrati. Oltre l'obesità, LLC. p.167.
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